Angelo Novi – fotografo di scena del cinema italiano

Sono passati tanti anni dall’estate del 1996, quando entrato nella sala mostre di Villa Somaini a San Fedele (ora ufficio postale), sono stato letteralmente colpito da queste stampe fotografiche di grande formato che raccontavano del cinema italiano da fine anni 60 ai primi anni 90. Ero appena entrato nel mondo di Angelo Novi. Due mie passioni che si incrociano: la fotografia e il cinema.

A distanza poi di 15 anni dalla morte di questo grande fotografo di scena, alla Presidenza del Circolo fotografico “Controluce” di Cerano d’Intelvi, nel 2012 decisi di dedicare la terza edizione del Cerano Film Festival proprio ad Angelo Novi. 

Fu per me un grande onore poter ricordare questo illustre intelvese e ringrazio ancora la figlia Francesca Novi per avermi dato la possibilità di conoscere un pò più nel dettaglio la vita di questo grande fotografo.

Andrea Priori 

Segue un testo biografico preso dal sito internet stsenzatitolo.com

Angelo Novi nasce il 9 giugno 1930 a Lanzo D’Intelvi in provincia di Como. Figlio di un ingegnere, rimane orfano del padre a tredici anni. Trasferitosi con la madre e il fratello maggiore a Milano, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera, dov’è allievo di Domenico Cantatore. Si iscrive poi alla facoltà di Architettura che abbandona dopo un anno per dedicarsi alla fotografia. Nel 1952 inizia a collaborare come fotoreporter con l’agenzia Publifoto di Milano, per i settori della cronaca e del reportage. Attraverso Publifoto collabora con i giornali ‘Il Corriere padano’, ‘La Notte’ e, infine, “Il Giorno”, quotidiano per cui effettua reportage in Turchia, Siria, Libano, Iran, India. Nel 1956 è a Budapest durante i giorni della resistenza alle armate sovietiche. Nel 1958 conosce Simonetta Borsini che sposa l’anno successivo. La coppia si trasferisce a Roma, dove nasceranno le figlie Francesca (nel 1963) e Livia (1965). Qui Angelo passa dalla Publifoto alla Dufoto, agenzia fotografica per la quale svolge anche l’attività di fotografo di scena teatrale, in più occasioni, fra cui quelle offerte dai festival di Spoleto. La collaborazione successiva è con Studium, agenzia facente capo a Eleonora Corbi, sorella di Gianni (‘L’Espresso’), per cui effettua reportage di rilievo, tra cui uno sul viaggio del Papa in Israele (1964) e uno in Vietnam (1965). Nel frattempo Novi ha cominciato a documentare qualche set, per conto prima di Pierluigi (uno special su Era notte a Roma di Rossellini) e poi di Divo Cavicchioli (Mamma Roma di Pasolini). L’interesse per il cinema si fa preminente e, salvo qualche parentesi – tra il 1968 e il 1969 apre l’ufficio romano di ‘Vogue’ – quella del fotografo di scena diventa la sua professione principale. Come fotografo di scena collabora con importanti registi italiani tra i quali Comencini, Zurlini, Bolognini, Lattuada e costruisce duraturi sodalizi con Pier Paolo Pasolini (di cui documenta anche La ricotta, Il vangelo secondo Matteo, Uccellacci uccellini, Teorema), Sergio Leone (Il buono, il brutto, il cattivo, C’era una volta il West, Giù la testa, C’era una volta in America) e Bernardo Bertolucci (Il conformista, Ultimo tango a Parigi, Novecento, La tragedia di un uomo ridicolo, L’ultimo imperatore, Il tè nel deserto, Il piccolo Buddha, Ioballo da sola). Nel suo curriculum anche diversi western all’italiana, in alcuni dei quali fa la comparsa. Riconosciuto maestro della foto di scena, Angelo Novi muore a Lanzo d’Intelvi il 6 maggio del 1997.

Ultimo tango a Parigi Angelo Novi

Foto di scena di Angelo Novi, da Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci.

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