Rosa Maria Corti – scrittrice e poetessa

ROSA MARIA CORTI - note biografiche

Rosa Maria Corti è nata a Oggiono, vive sul lago di Como in Tremezzina ma è molto legata alla Valle Intelvi. Già collaboratrice della rivista culturale “Como & dintorni” e del “Quaderno Scientifico” di APPACUVI, più volte ospite di TV Espansione Como e della Rete Uno della Radio Svizzera Italiana per presentare la sua produzione letteraria, inserita nell’“Enciclopedia degli Autori Italiani”, è presente sulla rivista on-line “The Milaner” e in numerose antologie, fra le quali: “Verba Agrestia” e “Il segreto delle fragole”, Lietocolle; “Più non sai dove il lago finisca”, Stampa; “42 Voci per la Pace”, Nomos; “Le Maree della vita”, CTL; “Torte&poesia”, New Press; “Cronache da Rapa Nui” e “Keffiyeh”, CFR; “Lunario di Desideri”, “Cartoline per Leopardi”, 2019, “Una furtiva lacrima” Edizioni di Felice e “Il fiore delle lacrime” Puntoacapo Editrice, con commenti a cura del critico Vincenzo Guarracino. Sue poesie sono state tradotte in Francese, in Polacco e in Titsch (lingua walser). Fra gli  importanti riconoscimenti in molti concorsi letterari, il Premio Antonio Fogazzaro la vede prima classificata nel 2010, finalista nel 2017 e vincitrice del 3° premio nel 2019. Nel 2020 1a classificata al Premio Letterario Internazionale Plinio Martini “Salviamo la montagna” e Finalista al Premio Alda Merini. Tra le sue opere: “Pagür”, ancestrali timori e rimedi nel territorio del Lario e delle sue Valli e “Tra sbuffi di vapore e sferraglianti trenini”, pubblicati da Bellavite Editore; “Mistero all’abbazia”, “La Colombera”, “Né angeli né demoni”, tre romanzi ambientati sul Lario in epoca medioevale, pubblicati da Montedit Editore; “Il mio Lario”, “La mia valle” e “La mia Provenza”, trilogia poetica pubblicata da Lietocolle Editore; Valli poetiche-Itinerari culturali nelle valli lariane- la Valle Intelvi, LietoColle Editore; “Natal degli eroi”,, biografia romanzata del pilota di D’Annunzio alla sua seconda edizione (Montedit editore); “Il Generoso. La montagna dei racconti, delle fiabe e della poesia”, (Macchione editore, 2015); Scaturigini, (CFR editore, 2016);  “L’altro versante” (Montedit editore, 2017);  “Piccoli Giambi terminali” (Aletti editore, 2018); “Valle Intelvi. Paesaggio, storia e curiosità” (Pifferi Editore, 2019); “Teodolinda e il mistero della Venere Ceraunia” (Montedit, 2020).

Alcune sue pubblicazioni

VALLI  POETICHE-Itinerari culturali nelle valli lariane-LA VALLE INTELVI
 LietoColle – Collana I Quaderni – pagg. 84 – Euro 18,00

“Cominciamo il nostro itinerario ad Argegno”, con queste parole, almeno idealmente, potremmo dire che si definisce in modo assolutamente chiaro l’itinerario poetico, storico e letterario che Rosa Maria Corti, feconda scrittrice di “cose lariane”, ci regala con questa sua  “fatica” letteraria edita da LietoColle. L’autrice, pur seguendo una logica storica e territoriale, non si limita alla descrizione dei luoghi (a questo proposito gli scatti che corredano il volume sono tutti dell’autrice), ma ne illustra il ricco passato storico del quale è certamente ben informata, le tradizioni, le particolarità più curiose con anche degli excursus poetici, senza tralasciare qualche cenno alla gastronomia. Naturalmente un’opera siffatta è certo mossa oltre che dalle indubitabili conoscenze storico-artistiche-letterarie dell’autrice, che ha già pubblicato numerosi lavori di un certo impegno e figura nell’Enciclopedia degli Autori Italiani, anche da un forte amore per il territorio, in questo caso quello della Valle Intelvi, dotato di una bellezza e di un fascino discreto, di quelli che non colpiscono di primo acchito in modo folgorante, ma che sanno ammaliare pian piano in modo discreto e per questo duraturo. Vi è poi anche, e certo non ultimo, il desiderio di suscitare nostalgie, ricordi e sensazioni nei meno giovani e l’ambizione di spingere invece i più giovani ad approfondire le conoscenze, che spesso hanno solo superficialmente, delle proprie radici.

G.T.

Disponibile per l’acquisto presso Foto Idea di San Fedele

Valli poetiche

Teodolinda e il mistero della Venere Ceraunia; Prefazione di Giorgio Terragni, Collana I Salici, Montedit, Milano 2020, pp. 48, € 8,00.

Rosa Maria Corti torna ad immaginare un’avventura storica medievale nello scenario artistico e naturalistico della Valle d’Intelvi. Siamo ai tempi dell’assedio longobardo della piazzaforte bizantina dell’Isola Comacina e la giovanissima Teodolinda scende in Italia per incontrare il re longobardo Autari che poi sposerà. La nobile ragazza è curiosa, sensibile e pronta a crescere per assumersi le responsabilità di sposa e regina. La narrazione è condotta da un dotto funzionario romano, Marius, esperto di erbe officinali e, per amore, anche poeta, segretamente innamorato della principessa bavarese. Il tema del viaggio a contatto con la natura e con le costumanze degli autoctoni si intreccia con quello politico degli intrighi di corte, con relativi avvelenamenti e con motivi artistici e archeologici: per esempio la Venere Ceraunia (rinvenuta in una sorgente di Cerano), sorta di amuleto di pietra «con la sua forma, maschile e insieme femminile» diventa il simbolo di una pura vitalità cosmica onnipervasiva che s’incarna nella futura regina longobarda, donna brillante e saggia, capace di unire la vitalità nordica con quella mediterranea: «A me ricordò [narra Mario] la forma dei “tintinnabulum” utilizzati dai romani in funzione apotropaica, con il compito cioè di allontanare il malocchio e portare fortuna e prosperità». Come in tutte le narrazioni di Rosa Maria Corti, storica oltre che affabulatrice e poetessa, il pregio della sua scrittura è la capacità di raggiungere un equilibrio tra invenzione e verità storica, mettendo in gioco in un contesto sostanzialmente neoromantico il repertorio sfizioso dell’erudito.

Luigi Picchi

Disponibile per acquisto presso Foto Idea d San Fedele

Teodolinda

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